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La Carta 1 di Arcevia

E' stata approvata il giorno 8 Settembre 2013, ad Arcevia,  durante un incontro con Vandana Shiva, che ne è stata la prima firmataria.

Per dare la propria adesione leggere il seguito

Con il titolo  "Un modello di agricoltura per una nuova società", la Carta di Arcevia è stata approvata durante l'incontro del mondo agricolo e sociale con Vandana Shiva, con la partecipazione delle due principali organizzazioni sindacali agricole italiane (Coldiretti e CIA) -tramite la loro componente del biologico- e delle due principali associazioni del biologico italiano (AIAB e UPBIO) e di varie altre associazioni, aziende e persone che sono state presenti. Chiunque l'approvi può sottoscriverla, a nome proprio o della propria organizzazione (associazione, impresa, ente pubblico, gruppo..)  inviando la propria adesione all'indirizzo

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indicando nome, cognome, eventuale organizzazione rappresentata e città.

La Carta di Arcevia è stata co-redatta unitariamente dal mondo agricolo biologico italiano, ispirandosi anche alle idee espresse nei libri e interventi pubblici di Vandana Shiva, e alla sua ampia visione internazionale. Essa vuole rendere chiara, in modo sintetico, la nuova visione dell'Agricoltura, in un contesto di nuova cultura, per una nuova società e una nuova economia, fondate sull'ecologia, sulla giustizia, sulla solidarietà e su uno spirito comunitario, nel rispetto delle differenze.

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Carta di Arcevia

 

Un modello di agricoltura per una nuova società.

Il Movimento per la nuova agricoltura e società:

1. Ha una mentalità profondamente ecologica, biologica e sociale, improntata ai valori del Bene comune e dell'armonia dell'uomo con l'ecosistema. Vuole che l’attività agricola rispetti la vita della terra, dell’acqua, dell’aria e di tutte le specie viventi e la salute e prosperità dell'uomo. Vede un futuro di benvivere per l'umanità solo nelle pratiche produttive agricole autenticamente ecologiche e non in quelle che comportano concimazione chimica, diserbanti e pesticidi.

2. Si riconosce in una visione etica che promuove e valorizza la conservazione e la protezione dell'ambiente e degli esseri naturali, i diritti di tutti gli esseri umani e uno sviluppo equo e pacifico fra i popoli, in una consapevolezza di interdipendenza di tutti gli esseri e in una prospettiva di rispetto degli individui e delle comunità umane e di valorizzazione delle diversità e delle bellezze naturali.

3. Ama la biodiversità vegetale e animale, la ricchezza delle specie e delle forme di vita, da quelle grandi a quelle microbiche, viste tutte come basi indispensabili per la ricchezza e l'armonia di vita sulla terra. Rispetta le riserve naturali per la tutela e lo sviluppo della biodiversità e i grandi ecosistemi del pianeta e non vuole che siano distrutti a fini di profitto da attività agricole o industriali irrispettose e speculative.

4. E’ per la libera riproduzione, conservazione, scambio e vendita di semi fra i produttori agricoli e nettamente contro i monopoli sulle sementi. La libertà degli agricoltori sui semi è un loro diritto millenario inalienabile, da sostenere con una apposita legge. Il miglioramento varietale è compito prioritariamente degli agricoltori, delle Università agrarie e degli Istituti e centri di ricerca, pubblici e privati.

5. Sostiene che il buon uso del territorio, il rispetto, la protezione e l'incremento della sua biodiversità e della sua bellezza e armonia, sono una base essenziale per il benvivere di tutti. Desidera il ripopolamento umano dei territori rurali. Assegna un ruolo importante alle zone montane, per la tutela del territorio, del paesaggio e dell'ambiente, per la regimazione delle acque, per la silvicoltura e la tutela boschiva, per l'agricoltura di qualità delle alte quote e per il turismo verde e ritiene che queste funzioni vadano maggiormente sostenute con una apposita legge.

6. Vede nell'agricoltura biologica ben condotta il settore produttivo primario che può dare una maggiore qualificazione alle attività turistiche, enogastonomiche, culturali, formative, assistenziali, salutistiche, di artigianato artistico e di bioedilizia, oltre che essere basilare per la tutela del paesaggio, dell'ambiente e della biodiversità e indispensabile per la produzione di cibo sano.

7. E’ per un sistema economico e agricolo che garantisca cibo sano, acqua pulita e beni basilari per tutti gli esseri umani, in tutto il mondo, nel rispetto delle diversità di culture e stili di vita. E' per una nuova organizzazione, più equa, della società e dell'economia, che comporti benessere e benvivere per tutti. E' contro l'attuale concentrazione di denaro e potere in poche mani. Vede l’umanità come una grande famiglia e una grande comunità in cui tutti gli individui possano trovare il loro posto in armonia con gli altri.

8. Per le attività di allevamento desidera che venga data la massima attenzione al benessere degli animali.

9. Vede il lavoro agricolo come una attività basilare per la società, di alta dignità e comprensiva del compito della cura del territorio, insieme a quello della produzione del buon cibo. Ritiene che l'agricoltore, tramite le sue organizzazioni, debba essere il punto centrale di riferimento per le decisioni delle amministrazioni pubbliche locali che riguardano la gestione del territorio rurale. Constata che l'accesso alle terre per le nuove generazioni è proibitivo, dato l'alto costo dei terreni agricoli, e auspica maggiori facilitazioni di legge per l'accesso alla attività agricola, sia da acquisto che da affitto, in attività autonoma o cooperativa. Vede nel lavoro agricolo salariato, fisso e saltuario, l'altro aspetto dell'attività primaria al quale dare maggiore dignità, specialmente nei riguardi dei lavoratori migranti.

10. Vede nell'attività agricola ecologica ben condotta un valore sociale, formativo e terapeutico. E' consapevole che alcune esperienze aziendali agricole possono diventare centri di nuova socialità, luoghi di inclusione, riabilitazione e costruzione di spirito comunitario e chiede un maggiore sostegno legislativo e finanziario alle cosiddette attività di “agricoltura sociale”.

11. E’ per un aumento della democrazia negli organismi che controllano le decisioni che riguardano l’agricoltura e per un affermarsi di metodi decisionali basati sulla sussidiarietà dal basso verso l’alto, a partire dai territori locali. E’ per le facilitazioni burocratiche verso le produzioni agricole, in particolare quelle piccole. E' per una maggiore facilitazione di accesso alla pratica del biologico, tramite una apposita legge nazionale o leggi regionali.

12. Assegna grande importanza alla formazione dei bambini nelle attività agricole manuali basilari e nella coltivazione, con metodi ecologici, delle piante da cui deriva il cibo. Auspica pertanto una promozione pubblica degli Orti scolastici e delle Fattorie didattiche e una maggiore attenzione della didattica scolastica alle attività produttive di cibo, anche con l'assegnazione delle necessarie risorse finanziarie.

13. Rispetta le conoscenze ecologiche e produttive delle culture contadine di tutti i popoli e ne auspica la protezione e l'integrazione nelle moderne pratiche agricole, più meccanizzate. Per le agricolture del Sud del mondo pone attenzione a quelle di sussistenza, a cui quelle industrializzate, per fornire prodotti al Nord del mondo, tolgono spazio, provocando situazioni di malnutrizione, oltre che inquinamento di beni primari (acqua, suolo, aria) e perdita di saperi tradizionali.

14. Ama le produzioni locali, ecologicamente più sostenibili. Ama il concetto e la pratica della “sovranità alimentare” dei territori e delle popolazioni, anche se, nello stesso tempo, gradisce il commercio libero per le eccellenze e specialità dei vari territori e popoli. E' per lo sviluppo e la tutela dei sistemi alimentari locali, sia nelle aree del Nord che del Sud del mondo, contro la loro distruzione. E' favorevole a reti di solidarietà fra produttori, consumatori e distributori locali.

15. Vede i terreni agricoli come un bene comune, appartenente ai popoli del territorio, che non può essere venduto ad organizzazioni multinazionali (o organizzazioni nazionali ad esse legate) a scopo di profitto. E' contro il “land grabbing” o furto delle terre. Considera anche l'acqua e le sementi come bene comune. Ritiene che le terre pubbliche non vadano vendute, ma assegnate in uso a cooperative di giovani che desiderino dedicarsi all'attività agricola.

16. E’ per l'obbligo di istallazione dei pannelli solari sopra le nuove costruzioni industriali e commerciali e contro la loro installazione sopra i terreni agricoli destinabili a produzione di cibo. E' per la protezione del suolo agricolo dagli eccessi della cementificazione e delle infrastrutture.

17. E’ a favore delle energie rinnovabili e per un modello di produzioni energetiche distribuite sui territori. E' contro gli agrocarburanti e le centrali a biomasse, quando queste produzioni energetiche siano basate sullo sfruttamento delle risorse naturali non riproducibili o sull’uso di territori destinabili alle produzioni alimentari o sulla distruzione delle foreste, come avviene nella maggior parte dei casi. E' contro una grande produzione cerealicola destinata all'allevamento del bestiame per i paesi ricchi, quando questo comporti scarsità di cibo per la popolazione mondiale, come sta avvenendo.

18. Invita il movimento degli agricoltori a prepararsi in tempo al momento in cui le riserve di petrolio saranno prossime all'esaurimento e la sua estrazione sarà diventata troppo costosa, da una parte cercando collaborazione con il mondo imprenditoriale, scientifico e universitario per creare valide alternative tecniche e dall'altra approfondendosi in alternative colturali a basso uso di energia.

19. Per garantire la biodiversità e il prosieguo della vita sul nostro pianeta, invita le istituzioni a proteggere e a preservare la dignità del seme”. Non deve essere permesso che particolari biotecnologie alterino il dinamismo evolutivo della Natura, ma semmai buone biotecnologie dovrebbero favorirlo, in sintonia con quella saggezza contadina plurimillenaria che ci ha consentito di avere a disposizione prodotti nella piena espressione delle potenzialità genetiche dei semi e ha fornito ad ogni seme la possibilità di dar vita al suo progetto genetico regalandoci così prodotti che non solo ci consentono di nutrirci, ma anche di godere di tutte le proprietà organolettiche contenute in potenza nella loro memoria genetica.

20. In totale sintonia con il principio della inviolabilità della memoria genetica di tutti gli organismi viventi, tutelata e garantita dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, vuole che il patrimonio genetico sia migliorato soltanto con metodi che imitano quelli saggi della natura e pertanto è totalmente contro la manipolazione del patrimonio genetico naturale delle specie viventi, che costituisce la base della vita sana sulla terra, e si impegna per una moratoria mondiale a tempo indeterminato rispetto alla produzione di OGM. Vede in essi anche un attacco al bene inestimabile della biodiversità. Ritiene le sementi OGM inutili e dannose, sostenute da una gigantesca campagna fatta di menzogne, per cercare di colonizzare le menti, insieme all'economia e all'agricoltura. Per l’Italia si impegna, oltre che per la proibizione perenne delle produzioni, anche per raggiungere quanto prima la cessazione delle importazioni degli alimenti OGM a fini mangimistici e ad ogni altro fine che non sia la ricerca pura e confinata in laboratorio. Chiede lo stesso impegno ai politici e alle imprese produttrici dei mangimi. E’ per la diffusione libera delle conoscenze, contro ogni brevetto sulle forme di vita.

21. Ritiene concretamente irrealizzabile il principio della coesistenza fra colture OGM e non OGM in quanto le prime, nel tempo, si comportano di fatto come colture killer, rispetto a quelle convenzionali o biologiche, per le mille vie possibili di inquinamento di queste filiere e ledono così il principio di libertà, come dimostrato da svariate esperienze. Invita a considerare che le colture convenzionali non danneggiano le colture OGM, mentre le colture OGM sono killer di quelle convenzionali, e che in questo sta una gigantesca differenza e si rivela la natura violenta e fraudolenta degli OGM. Inoltre essi inquinano irreversibilmente la microvita dei terreni con materiale geneticamente modificato, che, attraverso il trasferimento genico orizzontale, penetra in tutte le forme di vita, uomo compreso. Ritiene che, di fronte alla impossibilità della coesistenza, il diritto all'esistenza spetti alle millenarie coltivazioni convenzionali non geneticamente modificate e non a quelle che modificano irreversibilmente il germoplasma tradizionale. Diffida quindi la governance europea e i governi nazionali dal cercare di percorrere le vie della coesistenza e li invita a legiferare per una definitiva uscita dagli OGM, affermando il principio di precauzione verso la salute delle attuali e future generazioni. Invita il governo italiano a superare l'attuale decreto interministeriale, fondato sul fasullo principio di coesistenza, con una procedura rapida che determini una definitiva uscita dagli OGM invocando l'art 32 della costituzione (la repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività), in quanto il tema della salute non è stato delegato all'unione Europea. Invita i governanti italiani a riconoscere che la Commissione UE e la Corte di giustizia UE hanno creato una elaborata gabbia legislativa favorevole agli OGM dalla quale si esce solo con un atto di volontà e dignità politica, allontanandosi da atteggiamenti di sottomissione, come hanno fatto altri stati. Nel caso che il Governo e il Parlamento non intervengano nei tempi dovuti, per non mettere il paese di nuovo di fronte ad un vuoto legislativo, invita tutte le Regioni ad approvare intanto delle norme di coesistenza totalmente stringenti, che non consentano di fatto alcuna coltivazione di OGM.

22. Tenuto conto che per il regolamento europeo n.834/2007 “Gli OGM e i prodotti derivati od ottenuti da OGM sono incompatibili con il concetto di produzione biologica e con la percezione che i consumatori hanno dei prodotti biologici" e che "Gli OGM e i prodotti derivati o ottenuti da OGM non vanno usati come alimenti, mangimi, ausiliari di fabbricazione, prodotti fitosanitari, concimi, ammendanti, sementi, materiale di moltiplicazione vegetativa, microrganismi e animali in produzione biologica", in attesa che sia raggiunta la moratoria definitiva mondiale, richiede al Parlamento Europeo l'eliminazione della norma che consente, per i prodotti biologici, la tolleranza alla presenza di prodotto OGM fino allo 0,9%, anche se limitatamente alle “contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili”. Considera un prodotto quale “biologico” solo in assenza di OGM. Chiede che contemporaneamente alla soppressione di questa norma si preveda per legge l'individuazione della fonte e causa di inquinamento e la punizione dei responsabili al pagamento di tutti i danni arrecati.

23. Invita i consumatori e i produttori a boicottare l’acquisto di alimenti derivanti dallo sfruttamento dei popoli più deboli, da parte di multinazionali dominate dalla grande finanza speculativa, che cerca bassi prezzi del lavoro, minori limiti all’inquinamento del territorio, minori intralci, tasse e contestazioni. Reputa che i sistemi alimentari debbano essere deputati a garantire cibo di alta qualità, nel rispetto dell'ambiente e dell'equità sociale e non essere, invece, assoggettati ai grandi accentramenti monopolistici e alle istituzioni finanziarie speculative, come sta avvenendo attualmente. Invita invece a forme di commercio equo per i beni che rientrano in un commercio virtuoso, mentre chiede che sia boicottata l’importazione di beni che la popolazione locale potrebbe prodursi da sola senza difficoltà. E' per un controllo e una trasparenza maggiori riguardo alle importazioni, non solo rispetto alla qualità, ma anche alla eticità degli scambi.

24. E' per una politica pubblica nazionale, europea (PSR) e mondiale che dia maggiore sostegno all'agricoltura autenticamente ecologica, negli aspetti di produzione, ricerca, formazione e informazione, in quanto tale agricoltura è portatrice di notevoli vantaggi sociali, relativi alla salute dell'uomo e dell'ambiente, non presentando i costi occulti di malattie, perdita di fertilità dei terreni, inquinamento della terra, dell'acqua e del cibo e smottamenti dei terreni. Dati gli alti costi ambientali e sociali complessivi, per le attuali e future generazioni, legati alla conduzione chimica dell'agricoltura e non computati nel costo dei prodotti, chiede che le risorse pubbliche agroambientali siano di notevole entità e che siano destinate unicamente alle produzioni realmente ecologiche, in modo da favorire una conversione graduale ma generalizzata verso di esse. Per "produzioni ecologiche" in questo caso vanno intese prioritariamente quelle biologiche e in via secondaria solo quelle produzioni che siano sottoposte a disciplinari seri e siano controllate come quelle delle aziende biologiche. In tali disciplinari deve essere previsto obbligatoriamente l'utilizzo dei mezzi tecnici usati nell'agricoltura biologica di efficacia scientificamente comprovata.

SOTTOSCRIZIONE

Arcevia, 8 Settembre 2013

Nel sottoscrivere formalmente questa Carta mi impegno a diffonderne i contenuti e a cercare di realizzarli.

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