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LA CARTA DI FIRENZE, SULLA LIBERTA' DEI SEMI E DEL CIBO E SULLA DEMOCRAZIA DELLA TERRA

La voce di chi vuole un'agricoltura libera da veleni e da OGM e a favore dei semi locali e delle biodiversità

 

Il 28 e 29 aprile 2014 Firenze ha ospitato il Festival dei semi, del Cibo e della Democrazia della Terra. Con Vandana Shiva per una nuova economia.

Il Festival ha costituito una tappa della “Carovana dei semi” una manifestazione itinerante pensata da Vandana Shiva che porterà in Europa la voce di chi vuole un agricoltura libera da veleni e da OGM e a favore dei semi locali e delle biodiversità. Perché i semi della libertà?

Navdanya International è impegnata da anni nella “Campagna Globale per i semi della libertà” per sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi sull’importanza di difendere le sementi locali, un bene collettivo quindi libero da brevetti e monopoli. In questa occasione è stata redatta una importantissima dichiarazione, il cui testo riportiamo qui appresso.



Dichiarazione di Firenze

sui semi della libertà, sulla libertà del cibo e sulla democrazia della terra

Siamo a Firenze, in Piazza Santissima Annunziata per il Festival dei Semi, del Cibo e della Democrazia della Terra dove associazioni, cittadini, agricoltori e realtà di varia natura, provenienti da vari paesi, si sono incontrate in modo aperto e creativo per  rafforzare l’alleanza e condividere  azioni future affinché dai semi e dal cibo possa iniziare una nuova economia basata sui beni comuni.

In questa città senza tempo, ci incontriamo in un momento di crisi e di vero e proprio  collasso sociale, economico ed ecologico.

Immaginare e costruire alternative ai modelli economici ed agricoli attuali è diventato un imperativo.

La Carovana  internazionale per la solidarietà dei semi e il festival internazionale sono qui per costruire queste alternative.

Vogliamo seminare i semi del futuro, i semi di un’altra visione e di un altro futuro per il pianeta e per tutti noi.

La carovana e il festival  stanno reclamando i semi, la terra e il nostro patrimonio culturale come beni comuni.

Il modello di agricoltura industriale ci ha portato fin qui ad una crisi gravissima, dove la terra e’ stata degradata, la biodiversità distrutta e gli agricoltori  sradicati dalla loro attività, dallo loro cultura e dove i semi sono stati privatizzati, distrutti, brevettati.

Il vecchio modello economico, basato sulla privatizzazione dei beni comuni dei semi e delle nostre conoscenze, ci ha portato come risultato da un lato la crisi ecologica e dall’altro una profonda crisi economica.

Un sistema economico dominato dalla finanza speculativa ha determinato la crisi delle nostre società e per le generazioni future. Allo stesso tempo, un modello sbilanciato ha creato una vasta disoccupazione e i giovani ora non hanno possibilità di lavoro.

Questo modello consente l’appropriazione dei beni pubblici e sta distruggendo non solo la terra  ma anche l’agricoltura familiare e tutte  le opportunità  per i giovani.

All’avidità della finanza non dovrebbe essere consentito di appropriarsi delle nostre terre e dei  nostri beni comuni: essi devono stare fuori dalla  portata delle banche e della finanza internazionale.

Siamo determinati  a difendere la biodiversità e la libertà dei semi, in modo che siano condivisi e considerati un bene comune.

Nello spirito di Gandhi noi proclamiamo il Satyagraha per i Semi – la disobbedienza civile verso le leggi ingiuste – per difendere i semi bene comune.

A Firenze, stiamo seminando i semi della democrazia della terra con cui proteggeremo  il pianeta, ricostruendo le comunità e creando futuro per le nuove generazioni .

Da qui, da Firenze noi ci impegniamo per il Rinascimento dell’agricoltura  e per creare una nuova economia, costruita sui beni comuni, sulla condivisione e sull’intelligenza creativa e collettiva.
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